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A ME LA KYENGE NON PIACE

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voglio con tutte le mie forze stare fuori del teatrino a sfondo razzista messo su  in queste settimane per distrarre l’opinione pubblica dagli attacchi alla costituzione che gli stessi attori stanno portando avanti nelle aule parlamentari.
io voglio dire che il ministro kyenge non mi piace perchè semplicemente evita le vere cause del fenomeno dell’immigrazione. è necessario strutturare una vera accoglienza degli immigrati, ma, come ha ribadito il papa a lampedusa, dobbiamo spostare la nostra attenzione su “coloro che nell’anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada ai drammi come questo”.
perchè la kyenge non ne parla?
forse perchè andrebbe a sollevare domande sul sistema finanziario – industriale che si alimenta di vendita di armi e sfruttamento delle risorse naturali dei paesi poveri da cui gli immigrati devono scappare. forse perchè scoperchierebbe il vaso degli interessi delle banche che speculano su questi immondi affari mondiali.
molto meglio discutere di provvedimenti di civiltà che andavano presi 20 anni fa: così non si infastidiscono interessi globali nei quali il nostro governo ha i suoi interessi. se poi qualche presunto politico, ormai privo di significato reale, finge di sparare idiozie razziste, possiamo pure indignarci a scoppio ritardato.

il governo italiano non è l’unico coccodrillo che piange sugli immigrati, ma anche altri sono stati fin troppo in silenzio di fronte alla “globalizzazione dell’indifferenza”, come ricorda padre zanotelli alla chiesa cattolica.

tuttavia la kyenge è, per ora, l’unica immigrata ad accettare di fare la “foglia di fico” per coprire le vergogne governative.
per questo a me non piace.

linkografia:

http://www.news.va/it/news/visita-a-lampedusa-santa-messa-nel-campo-sportivo

http://www.ansa.it/web/notizie/collection/rubriche_speciali/07/07/-Mai-piu-morti-indifferenza-_8996180.html

http://www.ansa.it/web/notizie/collection/rubriche_english/07/16/Lefebvrists-chide-pope-visit-immigrant-island_9030396.html

http://www.nigrizia.it/notizia/il-papa-a-lampedusa-e-il-silenzio-della-cei/blog

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3 commenti

  1. Francesca Gatti ha detto:

    Credo che più di ogni parola, valga questo video in cui è la stessa Kyenge a parlare……1 ago – (ilmonti) Qualche giorno fa il Ministro Cecile Kyenge è stata ospite alla Festa del PD a cantù, dove ha tenuto un dibattito/confronto con il Sindaco di Varese Attilio Fontana.
    Nonostante la platea fosse naturalmente tutta dalla sua parte, generosa negli applausi e nelle ovazioni, la Kyenge ha fatto di tutto per confermare il tagliente giudizio che l’On. Roberto Castelli ha sintetizzato sulla sua pagina Facebook giusto ieri:
    “Politicamente è vicina allo zero essendo prima una perfetta sconosciuta. Porta avanti delle idee a mio parere demenziali che non troveranno seguito in norme di legge,”
    Riascoltando il faccia a faccia canturino tra il Ministro e il Sindaco, non ho potuto fare a meno di annotarmi alcune delle castronerie che la titolare del dicastero del nulla ha inanellato durante la serata, eccone un piccolo resoconto:
    Minuto 20′ 00” – IL RAZZISMO DEMOCRATICO
    Si parla di razzismo e si scivola verso i fatti di cronaca, parlando dei fischi e “buuu” indirizzati al milanista Kévin Constant. Quando, giustamente, Fontana fa notare che seppur condannabile, deprecabile e vergognosa come pratica, i tifosi insultano e apostrofano solo i calciatori di colore della squadra avversaria, e mai quelli della propria squadra, nella stessa misura in cui insultano (madri, mogli, fidanzate e sorelle comprese) i giocatori bianchi, gialli o rossi, sempre e solo della squadra avversaria. Senza parlare delle contumelie rivolte alla terna arbitrale. Messa chiaramente in fuorigioco, spiazzata dalla disarmante ovvietà della risposta, la kyenge se ne esce con una bizzarra invenzione:
    “quando ci troviamo di fronte ad uno che urla ad un nero solo della squadra avversaria, è ipocrisia, è razzismo democratico”
    Razzismo democratico? Ma cosa vuol dire? Come fa ad essere democratico il razzismo? Così facendo si sminuisce la gravità e le tragedie che si portano con se i fenomeni di razzismo, che con i fischi dello stadio hanno poco a che vedere.
    Nota a margine: curioso che si sia preso l’esempio di Kévin Constant, senza considerare che il terzino rossonero è un cittadino nato francese, a Grejus, che ha deciso poi di acquisire la cittadinanza della Guinea nel 2007. Esempio poco indicato per chi fa dello Ius Soli una bandiera.
    Minuto 31’30” – LE SUORE CON IL BURQA?
    Si parla di usi e costumi e della necessità che lo straniero accetti e rispetti le leggi dello Stato che lo ospita, i suoi usi e costumi. Si arriva inevitabilmente all’esempio, classico, del Burqa e l’interlocutore chiede se sia d’accordo o meno all’uso del Burqa. Dopo un panegirico abbastanza vacuo su condivisioni, percorso, gruppi di lavoro e via dicendo, ecco che Cecile si esibisce nel più clamoroso degli svarioni:
    “il fatto che la legge obblighi a far vedere il viso deve valere per tutte le donne, comprese anche le suore, perchè non insistiamo su questo aspetto? Il principio è sempre quello. Applichiamolo senza avere pregiudizi.”
    Ma perchè ora bisogna prendersela con le suore? Ma soprattutto, il Ministro Kyenge sa cos’è un burqa? Sa la differenza tra burqa, niqāb e chador? E sa che le suore hanno semmai un copricapo e non il volto coperto? Senza contare che non troverà mai una Suora che su richiesta neghi di toglierselo. Roba da matti!
    Minuto 47’10” – DIMINUIRE LE TASSE DI SOGGIORNO
    In un Paese, come l’Italia, oberato da tasse e balzelli, spesso evasi ed ignorati da parecchi extracomunitari (pensiamo, solo per esempio, alle migliaia di venditori ambulanti abusivi che affollano le città), ecco che si arriva a promettere che si batterà per diminuire le tasse! A operai, pensionati, artigiani o alle imprese? Ma va la! Secondo la Kyenge è scandaloso che venga chiesta una tassa di 100€ per il rinnovo del permesso di soggiorno ogni anno. No comment.
    Minuto 53’46” – LA CITTADINANZA PRIMO PASSO PER L’INTEGRAZIONE
    Ed ecco che si arriva a parlare finalmente di cittadinanza e ius soli. L’inizio è fulmineo, nel senso che fulmina la platea subito con una perla di rara insensatezza:
    “poter avere la cittadinanza è il primo gradino di integrazione sul territorio”
    È evidente come il tentativo sia quello di ribaltare ogni logica, di minare qualsiasi percorso di integrazione e di condivisione da parte dei cittadini stranieri. La cittadinanza la diamo subito appena arrivati, ovvero la diamo a tutti e quindi, in buona sostanza, non avrà più nessun valore.
    Minuto 54′ 30” – I BAMBINI NON POSSONO ANDARE IN GITA
    In conclusione della serata si arriva finalmente a denunciare le gravi violazioni e mancati diritti che sono costretti a subire i figli minori degli stranieri. La Kyenge denuncia che trovano difficoltà quando debbono partecipare alle gite scolastiche in Paesi Extra UE e soprattutto alcune federazioni sportive non tesserano gli stranieri. Sono queste le discriminazioni? Tutto qui? Detto questo, il disagio per questi due aspetti, seppur marginali, esiste. Quello che però la Kyenge continua a non capire, esercitandosi spesso in questa enorme gaffe, che se si pretende di collegare questi due disagi con la cittadinanza, sarebbe come sostenere che i figli degli stranieri arrivati in Italia all’età di 1 o 2 anni, dovrebbero continuare a vedersi negata la possibilità di partecipare alle gite scolastiche e a tesserarsi ad alcune federazioni. È evidente a tutti, tranne alla Kyenge, che tutto questo non c’entri niente con lo ius soli.
    Minuto 55′ 50” – BALOTELLI GIOCAVA BENE MA HA DOVUTO ASPETTARE I 18 ANNI
    E si chiude con una chicca.
    “Lo sa a quanti anni Balotelli ha potuto rappresentare l’Italia? Pur essendo uno che giocava bene? Solo dopo che ha preso la cittadinanza italiana”
    Una volta capito che il diritto a giocare al pallone ce l’hanno comunque tutti, la Kyenge attacca con l’esempio di Balotelli, che ha dovuto aspettare i 18 anni per giocare in nazionale, anche se giocava bene. Cosa c’entri il fatto di giocare bene o male al pallone con la cittadinanza è tutto da capire, ma soprattutto si dovrebbe conoscere la storia di Mario Balotelli, per comprendere quanto sia fuoriluogo parlarne come esempio rispetto all’impossibilità degli stranieri di fare sport.
    Balotelli infatti ha iniziato a giocare a calcio all’età di 5 anni nella squadra dell’Oratorio di Mompiano (Brescia), dal 2001 ha vestito la maglia del Lumezzane e gli fu pure concessa una deroga per giocare già a 16 anni tra i professionisti. Senza contare che il motivo per cui Balotelli non ha potuto ottenere prima la cittadinanza è legato alla mancata trasformazione dell’affido alla sua famiglia in adozione, che gli avrebbe invece permesso di ottenere immediatamente la citadinanza italiana.
    E dopo questa piccola cronaca, con note a margine, di una serata di ordinaria incompetenza, si riesce a dare un senso alla battuta di Giovanni Sartori, scritta sull’editoriale del Corsera il 17 luglio scorso:
    “Capisco che un’oculista non deve leggere (semmai deve mettere i suoi pazienti in condizioni di leggere)”http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=JP6U3pwMKRg
    Un video su cui riflettere e meditare….
    Io ho così commentato in un gurppo fb : “se è vero che siamo di fronte ad una EMERGENZA ECONOMICA DI ENORME PORTATA….. non possiamo far finta di nulla, di fronte a quella che io definisco altra EMERGENZA ….Quella che va ad intaccare quei principi di SOVRANITA’ NAZIONALE, cui il MoVimento, durante lo tzunami tour, si è riconosciuto.
    QUI ABBIAMO UN DOCUMENTO. Un audio. E’ evidente che questo Ministro si fa portavoce di una “Integrazione” unidirezionale che rischia di penalizzare le altre etnìe già integratesi nel territorio… ad esempio quelle dell’America Latina, tanto per citare un’area geografica diversa.
    Ovvio che da tutto il filmato, vengono confermate le osservazioni di chi ha scritto l’articolo il cui nome mi è ignoto…
    Al di là dell’IGNORANZA CRASSA palese ed evidente (vedi i bambini in gita e altre amenità sulle quali non voglio nemmeno soffermarmi) ) qui si sta dando spazio, in modo palese e inequivocabile, ad “atteggiamenti” già ampiamente denunciati, che trovano LEGITTIMITA’ proprio nelle parole di questo ministro che va al di là di ogni immaginazione… ”

    Alla domanda “perchè la kyenge non ne parla?”.. credo vi sia una sola risposta, che sta trovando corpo attraverso le mie ricerche……perchè fa cmq parte della NomenKlatura, sia pure quella dei piani bassi.
    Grazie per la chiarezza
    Francesca Gatti

  2. Francesca Gatti ha detto:

    N.B. per correttezza…..Il testo di accompagnamento non è mio…Mi scuso davvero per non averlo detto in apertura, in genere sono molto ligia nel citare le fonti.
    Mio invece è laddove si dice: Io ho così commentato in un gruppo fb etc etc ………
    Qualora ritrovassi la fonte. Mi premurerò di postarla….. Il video è invece su Youtube.

  3. Simona Piccinini ha detto:

    Nemmeno a me la Kyenge piace. Non perché è nera, come lei stessa ama definirsi, piuttosto per la sua continua ed arrogante presunzione di dover educare il popolo italiano, di cui non riconosce come legittimi né la cultura sua propria, né tantomeno il diritto di esprimere dissenso. Diritto che, ricordo, è sancito e garantito dalla nostra Costituzione, almeno per ora, visto i reiterati tentativi, attraverso disegni di legge vari, di istituire il “reato d’opinione”.
    Non mi piace perché, lungi dall’integrare, propone provvedimenti di palese disequità sociale, laddove privilegia solo e sempre una categoria a scapito dell’altra. Dimostrando, a mio avviso, una profonda incompetenza nei riguardi del proprio mandato… o una grande furbizia.
    Non mi piace perché fa leva su un presunto senso di colpa che gli italiani dovrebbero provare nei confronti degli stranieri provenienti dall’Africa, in questo grandemente aiutata da Papa Bergoglio, per non parlare della Presidente Boldrini, paragonando addirittura il patetico tentativo di colonizzazione italiana ai vasti imperi inglese e francese.
    Non mi piace perché fa la vittima, dimenticandosi che proprio l’Italia l’ha accolta, sostenuta, le ha permesso di studiare, lavorare, ed ora di essere Ministro della Repubblica. Non ho mai, ancora, sentito un ringraziamento per questo. Tutto dovuto.
    Non mi piace quando dice “gli italiani devono”, facendo finta di non vedere che, oggi, gli italiani “non riescono, non possono” ed anche che hanno il diritto di non volere.
    Non mi piace perché ricatta, con dinamiche piuttosto infantili: “Vengo solo se Maroni dice..”, “Togliamo il burqua, ma allora anche le suore tolgano il velo”. Ovvero: mi confronto con te solo se tu sposi e sostieni il mio modo di pensare, altrimenti “non gioco più”. Bene ha fatto Maroni ad ignorarla.
    Non mi piace perché propone una giustizia di parte, ove la legge non è più uguale per tutti, se ad infrangerla è uno straniero.
    Non mi piace quando nega secoli di cultura e grandezza della nostra nazione, rivendicando l’assoluta importanza della cultura “meticcia”, e dimenticandosi che Dante, Raffaello, Leonardo, Verdi, Puccini, Manzoni, Marconi, Cristoforo Colombo, Fellini, Mastroianni, Mennea, Rubbia, Meucci… tanto per citarne solo alcuni… non erano affatto meticci.
    Non mi piace perché pretende di cambiare la mentalità di un intero popolo in modo tutt’altro che aperto al dialogo, piuttosto, invece, sprezzante e arrogante.
    Non mi piace, perché usa la parola “razzismo” come arma per tacitare il dissenso, definendo “razzista” chiunque si provi ad esercitare il proprio diritto di critica nei confronti delle sue proposte.
    Non mi piace perché, in questo modo, sta ripristinando una pericolosa censura, che a tutto si può ricondurre tranne che al concetto di democrazia.

    No, decisamente la Kyenge non mi piace.

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