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riforma alfano della scuola primaria

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sto “rimuginando” da un pezzo una mia personalissima riforma della scuola primaria. ho messo insieme esperienza personale e conoscenza della scuola primaria di altri paesi. l’ho chiamata riforma perchè in italia tutti chiamano così le loro fantasie sulla scuola. senza nulla a pretendere se non una discussione aperta.

ho taggato un po’ di amici che lavorano nella scuola o si occupano di politica, ma spero che tutti vogliano dire qualcosa sulla scuola, il paese di domani.

1. titolarità fissa sulle classi e sulle discipline

gli insegnanti dovrebbero permanere sulla stessa classe e insegnare la stessa disciplina, mentre sarebbero gli alunni a cambiare docente passando alle classi successive.

2. semestri.

istituzione del semestre scolastico. l’anno scolastico è suddiviso in due semestri, a loro volta cadenzati da bimestri.

istituzione della valutazione iniziale, bimestrale e semestrale degli apprendimenti. la valutazione semestrale ammette alla frequenza del semestre successivo.

(la titolarità fissa di classe e disciplina (fin dalla scuola primaria) invece risponde proprio ad un’altra giustissima critica. chi deve valutare gli alunni in ingresso? gli stessi docenti che li istruiranno per il semestre successivo! magari con strumenti standardizzati ed oggettivi riferiti a campioni statistici sicuri (non come quelli attuali dell’invalsi). i docenti del semestre precedente potrebbero fare da contrappeso come istanza di appello da parte della famiglia.

questo sistema nelle scuole medie e superiori risulterebbe molto simile agli esami di riparazione, ma con il vantaggio di sciogliere il discente dalla classe anagrafica (che non conta più con i semestri), di socializzare la valutazione, rendendola più trasparente ed oggettiva.

immagino che difficilmente un docente accetterebbe di sopravvalutare un discente visto che nei semestri successivi dovrebbe rispondere lui del “calo” di rendimento consequenziale: se ti dai 8 ad un alunno in ingresso devi spiegare tu come mai poi gli affibbi un 6 alla fine del tuo semestre. nè sarebbe interesse dei docenti sottovalutare il discente perchè sarebbero sotto la sorveglianza “interessata” di famiglie e colleghi: se l’alunno vale 8 e tu in entrata gli affibbi un 6, la famiglia presenta un ricorso e il dirigente scolastico tramite i docenti del semestre precedente potrebbe vagliare la decisione attuale.)

3. valutazione di docenti e scuole sulla base del successo scolastico degli alunni.

si potrebbe agganciare la parte variabile dello stipendio di docenti e dirigenti al successo scolastico degli alunni cui si sono dedicati effettivamente. basterebbe abbinare il codice fiscale di ciascun alunno con il codice fiscale dei suoi docenti e dirigenti: ogni qual volta l’alunno ottiene una promozione nelle scuole successive i suoi ex docenti e dirigenti ottengono un punteggio in proporzione del quale si potrebbe attribuire loro un “premio di produzione”.

allo stesso modo abbinando il codice fiscale dell’alunno a quello delle scuole che ha frequentato, si potrebbe calcolare il valore didattico della scuola frequentata.

in questo modo, tra l’altro, si potrebbero risparmiare i milioni di euro che ci costa l’invalsi: tutti i docenti di ogni ordine e grado semplicemente valutando i propri studenti esprimerebbero una valutazione professionale sul lavoro dei colleghi che li hanno preceduti al posto dell’invalsi che sembra conoscere più la teoria docimologica che la realtà scolastica.

si potrebbero agganciare al successo scolastico degli alunni anche i requisiti per ottenere incarichi di dirigenza e scatti stipendiali.

insomma per i docenti il successo scolastico futuro dei propri alunni diventerebbe un incentivo molto concreto e non solo una soddisfazione morale.

4. orario settimanale di lavoro a 36 ore per tutti i docenti.

naturalmente con una retribuzione conseguente. i docenti dovrebbero avere un orario di lavoro ordinario che include la didattica, le attività funzionali alla docenza e gli organi collegiali. si dovrebbe poi prevedere lo straordinario per le attività eccedenti l’orario ordinario come gite, spettacoli serali o in giorni festivi, open day e quant’altro.

5. edilizia scolastica

adeguamento di tutti gli edifici scolastici alla normativa antisismica. adeguamento degli edifici alle attività didattiche come modificate dalla presente riforma con particolare riferimento ai punti 1, 2 e 6.

6. calendario scolastico

coincidenza dell’anno scolastico e dell’anno solare. suddivisione dell’anno scolastico in periodi di lezione di quattro settimane seguiti da periodi di vacanza di due settimane.

7. abolizione delle classi anagrafiche

le classi anagrafiche vengono abolite. l’organizzazione scolastica dovrà prevedere la costituzione di gruppi di apprendimento basati esclusivamente su criteri didattici. il criterio didattico prioritario sarà il livello di apprendimento/insegnamento. un ulteriore criterio costitutivo sarà la forma del gruppo: lezione frontale, laboratorio, gruppo cooperativo. 

8. istituzione in tutti i circoli didattici dei dipartimenti disciplinari.

i dipartimenti disciplinari sono indispensabili per una scuola che voglia studiare la didattica propria e lo stato dell’arte. sarebbero anche un’ottima occasione per creare figure intermedie tra i docenti e la dirigenza: un po’ di progressione in carriera legata non alla mera anzianità, ma al lavoro scientifico. 

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