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Il mio guru

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Nell’epoca della post verità urge avere un guru, una persona che dica a te qual è la verità, altrimenti finisce che la verità è quella degli altri. Tutti hanno un guru e anche io ho il mio: Gesù di Nazaret. Ebreo e grande riformatore religioso noto universalmente per la sua dottrina radicale che gli costò la vita e, ancora oggi, lo rende inviso alle élites mondiali, notoriamente inclini all’empirismo, all’evoluzionismo e all’immanentismo. Una delle sue idee più estreme è che questo mondo finirà catastroficamente distrutto in un giorno durante il quale Lui stesso giudicherà gli esseri umani di tutti i tempi e luoghi per assegnarli rispettivamente alla perdizione o alla salvezza eterna. Il criterio cardine del Giudizio sarà la misericordia ossia l’individuo sarà salvo se, alla fine della sua vita temporale, avrà conservato un frammento di conoscenza di Dio e un minimo distacco dallecose terrene (con conseguente amore per il prossimo tuo). In ragione di questa dottrina Gesù così definì sè stesso: “Io sono la Via, la Verità e la Vita”.

Preferisco questa dottrina, perché effettivamente l’asticella è bassa e la salvezza davvero a buon mercato, anzi gratuita per cui sono indotto a pensare che chi la propone non abbia secondi fini o interessi personali in gioco.

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Tutto giusto. Adesso allacciate le cinture di sicurezza.

Al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 ha prevalso il NO con il 70% dei voti e una affluenza prossima al 60%.
Per i nostri figli abbiamo il dovere di essere pragmatici uomini di principio e, quindi, evitare discussioni sui massimi sistemi che ora come ora sono intoccabili.
I fatti, a mio parere, sono che hanno vinto coloro che hanno macinato migliaia di chilometri e di ore per incontrare i cittadini faccia a faccia e, quindi, i grillini, i cattolici di gandolfini, i leghisti meloniani (sotto l’occhio compiaciuto di dalema e berlusconi. che ora sperano di domarli). Costoro hanno avuto contro il presidente – segretario e basta: il quale ha fatto pure quel paio di errori tattici da dilettante che tutti sappiamo. Può sembrare paradossale, ma nell’epoca dei social network le campagne propagandistiche si vincono in piazza, con i comizi. Per me è uno spettacolo già visto: quando fui candidato al Senato nel 2013 per il simbolo brevettato da Grillo, persi il conto dei banchetti, assemblee pubbliche, raccolte di firme (non copiate!) e comizi che facemmo. In compenso guadagnammo il 25% dei voti alla Camera e diventammo di colpo il primo partito in Italia (il Pd aveva, però, la coalizione più votata e premiata). Quest’anno, poi, la Clinton e Trump hanno conquistato le candidature battendo non tanto i colleghi di partito, quanto centinaia di migliaia di chilometri sfangati per fare comizi praticamente dappertutto. Con grande scorno degli analisti politici che studiavano la rete (e, dopo, si sono pure incazzati con l’ottimo Zukemberg e il suo Facebook). La Brexit, infine, l’ha vinta Farage che è amico sia di Trump sia di Grillo, guarda caso, e ne condivide tattiche e tecniche di propaganda.
In questo referendum i vincitori hanno, ahimè, un solo attributo in comune: una diuturna campagna on the road.
La lezione, dunque, per me è che la rete serve, ma non a vincere le elezioni, specie se va di moda il voto di pancia: i cittadini elettori vogliono vederti in faccia perchè sospettano, anche a ragione, che da tv, giornali e internet arrivino patacche ben fatte, ma poco distinguibili dalle promozioni commerciali e dagli spot pubblicitari. Ti vogliono guardare negli occhi e sono certi di saperti leggere in essi quello che davvero pensi: se c’hai lo sguardo magnetico il gioco è fatto, pure se gli avversari hanno in mano la tv pubblica, i giornali mainstream e una squadra di webmaster con i controfiocchi.
Adesso che gli elettori hanno voluto blindare la repubblica della manfrina delle consultazioni non resta altro che sedersi in poltrona, allacciare le cinture di sicurezza e goderci l’atterraggio: la periferia del mondo globalizzato ci aspetta.

IMMACOLATA E I TEST D’INGRESSO

In generale l’italia ha un grave problema di competenza, detto sinteticamente: poche persone sanno davvero quello che fanno nel loro mestiere. Questa ignoranza diffusa a macchia d’olio è la madre della corruzione e non viceversa. Da dove cominciare?
Magari dai medici.  Auguro, allora, ai ragazzi che oggi hanno affrontato i test di ingresso alle facoltà di medicina di tutta Italia di superarli CON MERITO: è il primo passo, ma decisivo. Il resto non verrà da sè, ma con l’impegno e il sacrificio e la capacità di rifiutare le scorciatoie.

Magari un giorno uno di voi salverà la vita di una Immacolata, una sola, quella che manca all’italia per dirsi moderna e civile.

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ROBOT E FERTILITY DAY

L’automazione avanza a lunghe falcate e oggi siamo già al robot maggiordomo, l’automobile che si guida da sola, addirittura una Fiat, sostituirà tassisti, autisti e magari piloti di Formula 1. Per i robot  stato già proposto lo status di persona elettronica. Evidentemente presto non servirà più tanta manodopera come oggi, magari ne servirà la metà. Su grande scala vuol dire che almeno 3 degli attuali 6 miliardi di abitanti del pianeta non servirà più all’apparato produttivo: avremo vestiti, cibo, tecnologia, ma non lavoro. Come fai a ridurre così drasticamente la popolazione mondiale? La risposta è denatalità: gli adulti di oggi devono smettere di fare figli.

Allora perchè fai il Fertility day? Non di certo a rendere l’Italia un paese competitivo. E’ stata solo una svista della ministra Lorenzin e del premier Renzi che non hanno indugiato a rimangiarsela: doveva solo servire a dire che il governo non trascura il problema della denatalità, ma, siccome hanno messo di mezzo la menopausa incombente (come se oggi non si possano fare figli a 56 anni come ha fatto la Gianna Nannini), è scoppiato lo scandalo della settimana e apriti cielo. Qualcuno ha persino approfittato dell’occasione per dire che finalmente si affrontava il problema della denatalità che diabolicamente i poteri forti stanno cercando di equilibrare con l’importazione di stranieri da Africa, Asia e Sud America. Tutte sciocchezze, perchè la manodopera serve sempre meno e fra 20 anni ne servirà la metà, ma la metà superflua la devi eliminare ora: se nascono, poi ti tocca uccidere fra 20 anni individui portatori di diritti civili! In realtà importiamo tanti stranieri (consumisti nuovi di pacca, mica profughi)  solo per annacquare la cultura occidentale come la conosciamo noi: una cultura che non possiamo non dire cristiana e, quindi, ostile, magari debolmente, ma ostile all’idea di abortire i feti o sopprimere disabili e anziani. Per risolvere il problema solo con aborto ed eutanasia  l’opinione pubblica dovrebbe apprezzare davvero aborto ed eutanasia, ma non ci siamo.

Nel mondo che stanno preparando i vari Soros, Bill Gates e Zuckemberg un miliarduccio e mezzo di individui sarà più che sufficiente per fornire beni e servizi a qualche milione di privilegiati: per il resto basteranno i robot, altro che la famosa carta di credito.

Questo articolo NON è per CANNAIOLI

Mi riferisco all’articolo di cui ho riportato in calce il link.
Al cannaiolo, infatti, è inutile srotolargli davanti le numerose RICERCHE scientifiche che dimostrano i DANNI CEREBRALI della cannabis e delle droghe cui essa apre la strada anche dal punto di vista biochimico. è inutile farlo, perchè il cannaiolo quei danni li conosce benissimo.
Questo articolo è per i genitori: se avete dei figli ancora piccoli, predetevi 5 MINUTI per leggerlo. Qualsiasi sia stato il vostro rapporto con le sostanze psicotrope, questo articolo vi serve: potreste salvare la vita di vostro figlio.

Cazzotti a salve, cazzotti di pace.

budspencer

La ricetta del vecchio Bill

nel link intervista a al vecchio bill, l’inventore di windows.
scoprirete che ha una soluzione per ogni male dell’umanità (ma nessuno gliel’ha chiesta).
per esempio la denatalità: sarebbe che, se un popolo non ce la fa a sfamarsi, allora è meglio che non fa figli. sembrerebbe l’uovo di colombo e, invece, è la causa di quasi tutti i nostri problemi odierni (per es. le pensioni). eppure bill è ossessionato da questa idea che ripete 3 o 4 volte nell’intervista.
bill gates

Elisabetta_II_1

Cattivi maestri

Non ho parole per esprimere la mia vicinanza a don Max. Me le tolgono tutte gli italiani perchè sono più contraddittori che mai. Mi spiego.

Per decenni abbiamo avuto cattivi maestri che, senza rischiare mai del proprio, istigavano brigatisti rossi o  terroritsti neri. Non lo facevano nel chiuso di un circolo privato, ma sui giornali e, ancora oggi, li possiamo trovare nelle università con tanto di cattedra (sempre a spese nostre visto che il governo finanzia giornali e università). Qualcuno ancora oggi s’è dato da fare giustificando l’uso della violenza in Val di Susa: insomma il lupo perde il pelo. Molto spesso giustificati, rarissimamente castigati (io ne conosco uno a meno che vogliamo considerare la fuga all’estero una punizione, ma, allora, tocca riabilitare pure Bettino Craxi, eh). Eppure le loro parole hanno effettivamente fatto scorrere il sangue, non una discriminazione sociale. Mai, però, mai che qualcuno abbia voluto metterli veramente a tacere. Mai. I cattivi maestri cui dobbiamo la strage di via Fani o della Stazione di Bologna, per fare qualche esempio, hanno sempre continuato ad esprimersi e quasi sempre senza contraddittori: hanno sempre parlato al riparo da qualsiasi contestazione.

Adesso il mostro sarebbe stato don Max Pusceddu che parlava nel chiuso di una chiesa e richiamava un testo di San Paolo nientemeno che per chiedere l’abrogazione di una legge che, detto tra noi, abbiamo ragione di indicare come il fondamento di quell’utero in affitto che le femministe di mezza Europa chiamano abominio. Nell’intera omelia non c’è una parola che giustifichi l’accusa di violenza a lui rivolta, semplicemente perchè non è possibile fare violenza alle leggi.

Il risultato è triste: il canale youtube di don Max oggi è chiuso. Insomma la rete internet sulla quale viaggiano migliaia di filmati pedopornografici ogni giorno è stata vietata ad un uomo, un libero cittadino italiano che chiedeva l’abrogazione di una legge.

https://www.youtube.com/channel/UCKkVzHVjg7ifawLqGHQE59g

Pace fatta… con le armi.

…follia totale: facciamo le guerre, perchè c’è qualcuno che fabbrica armi!
quelli che fabbricano le armi, poi, dicono che le fabbricano per fare la pace (si vis pacem, para bellum).
quelli che preparano le armi perchè vogliono la pace, di solito dicono anche che ridurre la popolazione è necessario perchè altrimenti il cibo non basta (e, intanto, ne mandano al macero tonnellate al giorno); che ridurre la popolazione è necessario per fermare il cambiamento climatico (che, però, si è fermato da 18 anni).
e per fare i simpaticoni, dicono anche che, se voti, è tuo diritto fare tutto ciò che la tecnologia ti consente (compreso fare un figlio dentro l’utero di un maiale).
e se non lo dicono loro, è perchè lo fanno dire alle loro lobbies e ong.
tutto quello che ho scritto, prima è stato scritto sui giornali di tutto il mondo negli ultimi 18 mesi. parola mia.

http://ow.ly/2ZAH8V

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